lunedì 9 luglio 2012

MAMME A TEMPO PIENO


Un tema molto dibattuto è quello del rientro al lavoro dopo la maternità, un tema che mi sta molto a cuore perchè io per prima l' ho vissuto e vivo tutt' ora il mio ruolo di mamma come lavoratrice anche se, fortunatamente, part-time.

Certo è che, per una mamma, alle volte diventa difficoltoso assentarsi anche solo per quattro o cinque ore come ad esempio quando il proprio bambino è ammalato o quanto i servizi scolastici sono chiusi e magari le nonne impossibilitate o non disponibili all' accudimento della prole.

Allora che fare? Ma più che altro come ci si sente in quel momento?
Sarò brutalmente schietta nel dirvi che ho conosciuto madri molto meno in difficoltà di me nel lasciare i propri figli a persone poco conosciute, poco affidabili o a portare figli ammalati all' asilo; molte di voi forse adesso crederanno che io stia dando facili giudizi ma credetemi non è così: conosco la pressione che si subisce quando si rientra dopo un ' assenza, magari per la malattia del figlio, conosco situazioni di mobbing e soffro quando medito sul genere di ingiustizia a cui siamo sottoposte noi madri: obbligate da un' economia oppressiva e schiacciante a provvedere attivamente al bilancio familiare ma alle prese con un sistema sociale in cui i figli non sembrano tanto un punto a favore ma una sorta di svantaggio!

Da qualche tempo cerco il confronto con mamme che hanno deciso di dedicarsi, non senza sacrifici, al totale accudimento dei figli, alle volte anche obbligate da datori di lavoro che non hanno lasciato loro scampo, proprio al rientro dalla maternità!

Si parla troppo poco di mobbing e di condizione femminile; sono dell' avviso che non si debbano aumentare le strutture pubbliche come asili nido e scuole dell' infanzia con tutti i "pre" ed i "post" del caso ma che si debba costituire una politica idonea alla crescita della famiglia che a mio avviso rimane l' unico bene sociale e personale. Oltre a questo credo anche che le donne dovrebbero rimettersi alla base della famiglia ( come ho detto anche qui ) ed anche se è vero che abbiamo diritto al lavoro quanto gli uomini, dal mio modesto punto di vista, con tutta questa libertà, ci abbiamo solo perso; abbiamo perso le nostre caratteristiche peculiari e non è difficile notare, anche semplicemente guardandosi intorno quando camminiamo per la strada, che tutti sono in balia della confusione: uomini, donne, bambini, adolescenti e ragazzi!!


Ai tempi di mia nonna e parlo degli anni sessanta i ruoli erano più chiari, non c'era la confusione di oggi in merito alla gestione familiare e sociale ed a mio avviso si stava meglio allora.

Da donna mi sento di averci perso, mi sento di aver perso la possibilità di essere l' angelo del focolare, la base solida per marito e figli, colei la quale tutti può accudire con gesti semplici e unici, con lo spirito della Donna con la "D" maiuscola, con le caratteristiche tipiche di colei che genera la vita ed accudisce.
Da donne ci perdiamo, troppo spesso, i nostri figli!!!

In tutto questo, come vi dicevo, ho cercato di schiarirmi le idee e di confrontarmi con altre mamme e con una in particolare che ha scelto di rimanere a casa con la sua piccola dopo la maternità: Mara Corsini; ve la presento:


Il mio nome è Mara, ho una bimba di tre 3 anni che si chiama Emily; a lei ho dedicato il nome del mio blog e del mio negozio on line perchè ho imparato a cucire e ho scoperto il mondo della creatività solo dopo il suo arrivo nella mia vita!

Ho lavorato come impiegata per diversi anni in alcune grandi aziende e quando è venuto il momento di rientrare dalla maternità ho deciso di prendermi un periodo di pausa per trascorrere altro tempo con mia figlia. 

Quando lei aveva 9 mesi ho comprato la mia prima macchina da cucire, senza nemmeno sapere come si infilasse  l'ago ma dopo qualche lezione di cucito, alcuni consigli e istruzioni sommarie da parte di amiche, tante ore passate a leggere i blog di altre mamme, scoprendo cartamodelli e tutorial, ho cominciato a confezionare pannolini lavabili, fasce porta bebè e cappellini estivi. 
Con il passare del tempo arrivavano nuove idee, nuovi stimoli e ogni cosa nuova che cucivo rappresentava una sfida ed un investimento.

Ho aperto un blog (www.magiedimemi.blogspot.com) su cui condivido  links e tutorials traducendoli dall'inglese o creandoli direttamente io stessa.
Ogni giorno  leggere i commenti e guardare le statistiche del blog era ed è tutt' ora un'emozione. 

Il mondo dell' handmade mi ha affascinata a tal punto da iniziare a presentare ciò che creavo nei mercatini fino ad arrivare alla decisione di aprire un negozio su Etsy . 
Mi sto adoperando molto nel tentativo di farlo decollare, richiede tempo e pazienza, di questo ne ho conferma ogni giorno ma non demordo e sono qui a lavorare con tutto il mio tempo e la mia passione. 

Trovo bellissimo condividere con altre mamme idee, cartamodelli e consigli per riciclare vecchie magliette e per dare nuova vita a un capo a cui magari eravamo emotivamente legate.

Buttarsi nel mondo della creatività dà moltissime soddisfazioni; se me l'avessero raccontato non ci avrei mai creduto, ho dovuto provarlo sulla mia pelle :) 

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Voi come vivete la vostra maternità? Siete soddisfatte di come gestite il lavoro ed i vostri figli?





6 commenti:

  1. Io ho smesso di lavorare con il primo figlio (in realtà mi hanno sbattuta fuori) e ora che ne ho: 2 a scuola e l'ultima inizierà la materna a settembre, mi sento un po' così. In questi anni mi occupavo dei miei figli 24 ore al giorno, ma ora? Ok, avranno sempre bisogno di me e io non ho la possibilità di lasciarli a qualcuno in caso si ammalassero, però mi sento inutile. Ecco, l'ho detto!

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    1. Eu, apro questa risposta con una sgridataccia: NON SEI INUTILE E NON LO SARAI MAI perchè i tuoi figli avranno sempre bisogno di te!!
      Anzi, per certi aspetti avranno bisogno di te più di prima!! Credimi, non sentirti così per nessuna ragione al mondo!!
      Ti ammiro tantissimo per le tue scelte e mi dispiace che una mamma di questo genere si senta così!!
      Se vuoi sfogarti un po' io ci sono, d' accordo?!

      un abbraccio forte

      Michi

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    2. Michela, ti ringrazio moltissimo per lo spazio che hai dedicato all'argomento e per lo spazio dedicato a me! Sono d'accordo con te, e sono sicura che troverai modo per recuperare il tuo sogno :)

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    3. Ciao Michela,
      sono capitata sul tuo blog per caso, cercando una ricetta...e non posso fare a meno di scriverti per farti i miei complimenti.
      Hai reso concrete quelle piccole cose con le quali molte mamme come noi sono alle prese ogni giorno. Il cibo, la creatività, i pensieri sulla gestione quotidiana dei figli e della famiglia.
      Condivido in pieno questo tuo post sulla maternità. Ho un bimbo di 3 anni e mezzo, e mi sono trovata di fronte ad un bivio, per lui. Ho avuto la fortuna di cambiare lavoro, rimanendo nello stesso ambito, ma in una sede vicina e con un orario flessibile, che mi permette di essere presente nella vita di mio figlio ogni giorno, dopo l'asilo. Certo non è stato facile, lasciare un lavoro sicuro e che amavo molto, ma che era lontano e mi portava troppo spesso fuori casa con orari assurdi.
      Non ho messo al mondo un figlio per non vederlo mai, oppure per abbandonarlo nelle mani di altre persone, fosse solo anche di parenti stretti...nel mio caso poi non ho nemmeno questa opportunità. Così ho scelto, senza fatica, un lavoro tutt'ora precario ma che mi piace, mi impegna, ma che mi permette di vivere la sua crescita, che per me è linfa vitale. Mi piacerebbe un altro bimbo, ma proprio per la precarietà di cui sopra, ho paura, se perdessi tutto ricominciare sarebbe difficile, con due figli piccoli, un mutuo da pagare ed una gestione famigliare + complicata. Non potrei permettermelo, ma non mi dispiacerebbe fare la mamma e basta. Come dici tu, forse un tempo, quando i ruoli erano meglio definiti, era tutto molto più semplice.
      La cosa più bella, come scrivi, è far vivere i ns sogni, le ns passioni... Ma la ns società sembra non essere d'accordo! Quanto sarebbe bello se queste inclinazioni personali potessero essere la ns vita, il ns lavoro, magari svolte dentro casa?
      Perchè in un mondo ideale, una donna dovrebbe poter scegliere in quali settori realizzarsi, e se le sue scelte ricadono sulla famiglia, dovrebbe poter essere donna, lavoratrice, moglie, mamma, cuoca...senza rinunciare a niente e senza sentirsi in difetto in nessuno di questi ambiti. Invece, molto spesso ahimè, anche chi riesce a fare tutto (siamo un pò tutte wonder-woman...)a fine giornata sente di aver peccato almeno un pochino inin di queste cose...
      Complimenti ancora, per quello che fai, mi ritrovo molto nelle tue passioni e nei tuoi pensieri...e poi, abitiamo anche vicine (sono di Modena!)...diventerò una tua lettrice assidua!

      Valentina

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    4. Ciao Valentina,

      innanzitutto grazie di cuore per aver dedicato tempo ai miei pensieri, alle cose che scrivo in questo spazio tutto mio con il solo intento di condividere e di avere un confronto con altre mamme.

      Per quanto riguarda la nostra posizione nella società, il modo in cui siamo costrette a gestire la nostra vita di mamme-lavoratrici, sappi che non c'è un solo giorno in cui io non ci pensi sperando che esista un modo per conciliare tutto perchè nonostante io sia una privilegiata ( lavoro stabile part-time a pochi Km da casa ) in alcuni momenti dovrei essere con mio figlio e non posso esserci e troppo spesso mi sento professionalmente insoddisfatta!!
      Vorrei poter gestire il mio tempo, sempre e comunque, vorrei non dipendere da altri e vorrei che la richiesta di un permesso o un ritardo al lavoro o le ferie non diventassero un affare di stato ma purtroppo la società ci "costringe" a consumare e a vivere uno stile di vita dispendioso anche quando si cerca di essere, al contrario, consumatori attenti!
      Siamo come marionette; io ne sono fermamente convinta!!

      Per quanto riguarda te COMPLIMENTI perchè hai fatto una scelta coraggiosa e consapevole e non posso che augurarti che tu possa avere un secondo figlio magari non appena il tuo attuale lavoro diventerà più stabile; certo è che non è giusto rinunciare alla propria vita per il lavoro!
      Io sono una persona molto razionale ma allo stesso tempo c'è una piccola parte di me che non rinuncia al sogno di vivere una vita diversa e chissà che un giorno non possa scrivere, su questo blog, di una follia che però mi ha tolto i frequenti mal di testa e le notti insonni!!!!!

      L' anima ci parla e quando noi la costringiamo e la incanaliamo in vie che non le appartengono si scatena ed io ne ho la prova, lo vivo su me stessa!!

      Spero che ci confronteremo ancora e chissà che un giorno non ci parleremo di fronte ad un caffè, infondo ci separano una ventina di chilometri!

      Con affetto
      Michela

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  2. Ciao Mara,
    sono io a doverti ringraziare per esserti aperta con me parlandomi della tua esperienza di mamma a tempo pieno che si è comunque data da fare per aiutare il bilancio familiare!

    Spero che il tuo progetto proceda a gonfie vele perchè in quello che fai si vede tanta passione!!

    Baci cara

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